10991390_784536848299685_7697975482587725918_nSono molto soddisfatta di questo mio primo esperimento con i ferri. Certo, sapevo già sferruzzare, ma non con i ferri circolari, quelli che si lavorano alla continentale. Perchè non lo sapevo ma a quanto pare la tecnica dei ferri lunghi, da reggere sotto le braccia, praticamente l’unica che pensavo esistesse, ha origini anglosassoni, mentre invece ce n’è un’altra, favolosa a mio avviso, che lascia le braccia libere e prevede che sia la mano sinistra a reggere il filo con cui si lavora. Sembra una cosa da niente, ma per me invece è stata una scoperta sensazionale, perchè i ferri, che amavo tanto da bambina, li avevo sdegnosamente abbandonati da tempo: mi sentivo costretta in una posizione troppo scomoda per me. Io, che di natura sono una che ama sbracarsi, odio star lì in pizzo in pizzo sulla sedia, con le braccia strette, con quell’aspetto compito da signorina per bene! IO VOGLIO RILASSARMI! Aver le braccia libere e la possibilità di potermi appoggiare allo schienale della poltrona, mi ha cambiato la prospettiva da cui guardare il lavoro a maglia: addio bon ton; arieccoci spalmatura sul divano.
Devo ancora sperimentare sperimentare sperimentare, ma è scoccata decisamente la scintilla dell’amore tra me e i ferri, per cui sono certa che ne vedrete delle belle.
Per il momento sono andata sul sicuro affidandomi ad un tutorial di Emma Fassio, molto facile e adattissimo per chi vuole far pratica con le maglie base. Se decidete di cimentarvi, ve lo dico francamente, il rovescio è un tantino più complicato, costringe le dita a fare qualche evoluzione virtuosistica, ma forse proprio per questo alla fine dà una gran soddisfazione. Io, almeno, ho finito con l’amarlo più del dritto.
E’ uno scialle che potete realizzare nel filato che preferite, e variare la sequenza dei giri per personalizzarlo un po’ adattandolo alle vostre esigenze. Io il mio l’ho realizzato in lana 100%, e l’ho poi completato con la spilla a forma di rosa fatta con l’uncinetto, ma sono già all’opera con un altro lavoro che, sebbene sia derivato da questo, sembra tutta un’altra cosa. A breve ve lo presenterò. Ciao e fatemi sapere se vi ho fatto venir voglia di mettervi all’opera!

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