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Blogger, handmaker, editrici, fiscaliste, designer… Erano un gruppo di donne sorridenti, di età diverse, e a turno avrebbero raccontato delle loro esperienze. Storie di successi, ovviamente, vite che tutte noi lì, nella Sala Rossa del Lingotto, avremmo voluto emulare.

Io ero seduta in platea, in un sedile delle file laterali, come sempre, perchè ho il maledetto vizio di volerci essere senza farmi notare. In prima fila c’era Vendetta Uncinetta. Mentre la sala si riempiva di signore e signorine, le altre relatrici chiacchieravano tra lazzi e convenevoli, ma lei no, lavorava con un uncinetto grosso grosso ad un qualche suo progetto e se qualcuno andava a presentarsi non si curava di interrompere. Mi è piaciuta subito, perchè nonostante la dichiarata predisposizione alla comunicazione, m’è sembrata una che a cuore aveva solo ciò che aveva fra le mani. Lo confesso, non sapevo nemmeno che fosse lei, ma ho rimpianto di non avere in borsa il mio lavoro, m’è venuto da pensare che mi sarei sentita meno sola se avessi avuto il mio uncinetto da maneggiare. Ma che ci facevo lì? Temevo moltissimo le tre ore che mi si paravano davanti, una parte di me mi diceva che era da fessi starmene la mattinata seduta mentre appena fuori della sala c’era un tripudio di stand che volevo svaligiare.

Sono uscita per un caffè, sapevo che avrei potuto cedere alla tentazione di non rientrare e così ho lasciato giacca e borsa sulla poltroncina rossa: mi volevo costringere ad andare fino in fondo. Forse un presentimento? Proprio fuori della sala c’era lo stand di un ultranoto rivenditore incrociato su facebook. La lanona di Vendetta Uncinetta era lì, ma non era niente di speciale, l’ho trovata cara e mentre perdevo tempo a scegliere mi son detta che forse l’incontro era iniziato. Non sbagliavo. Ho ripreso posto in punta di piedi mentre Gabriella Trionfi di Hobbydonna dava la parola alla prima relatrice. E allora…

…E allora meno male che la borsa l’avevo lasciata dentro… Eh sì, perchè se cercavo qualcuno che mi tirasse su il morale e mi dicesse di crederci ancora, ai miei sogni, quello era il posto giusto. Io ascoltavo, trovavo tutto molto interessante, le loro dritte, i consigli, le informazioni, le esperienze. Prendevo appunti, ho riempito un quadernino! Ma mi sfuggiva una cosa: mi sentivo sempre più euforica, da dove mi veniva quella strana gioia che non provavo da tempo? Poi, pian piano, ho cominciato a capire.

Blogger, handmaker, editrici, fiscaliste, designer di successo, dicevamo. Sì, ma la verità è che ognuna di quelle donne era un po’ blogger, handmaker, editrice, fiscalista, designer. Non c’erano confini nettamente delineati. In un vestito solo, per quanto griffato e fichissimo, non ci potevano stare. E questa è la cosa che mi è piaciuta un sacco!

Riflettiamoci un attimo. Non è che per caso tu, proprio tu che ti sei sempre sentita qualcosa a metà strada, nè carne nè pesce, un’indefinita personalità sfumata, difficile da acchiappare, catalogare, CHIAMARE, non sei poi tanto male? E se questo pensiero ti passa per la testa, ti può anche succedere che quel bicchiere che hai visto sempre mezzo vuoto, cominci a vederlo come un bellissimo calice mezzo pieno. Scopri l’ottimismo.

A quel punto, preso atto della rivelazione, ho cominciato a guardare meglio e a scoprire cosa avevano in comune Vendetta Uncinetta, Francesca Marano, Marianna Martino (simpaticissima!), Carmen Fantasia, Enrica Crivello, Gioia Gottini. Ad un punto della loro vita, chi prima chi dopo, tutte si sono reinventate. Mamme, mogli, creative. Come me.

Alla fine che vi devo dire, le ore passate a star seduta ad ascoltare non sono state tre ma quattro. Quattro ore spese benissimo in compagnia di donne come me, appassionate di handmade come me, felici di essere utili ad altre donne e desiderose solo di infondere coraggio in chi ha tra le mani una professione e non sa ancora bene come farla partire. Tanti i consigli, tutti molti concreti! Due le parole d’ordine con cui hanno voluto salutarci: TRASFORMARE I SOGNI IN AZIONE e CONDIVIDERE CONDIVIDERE! Cosa che io faccio proprio adesso, con voi, parlandovi di questa bella esperienza che mi ha lasciato nel cuore tanta voglia di fare. Un bacio a tutti, vado a far cena!

p.s. Se volete vendere le vostre creazioni e non sapete come comportarvi fiscalmente, vi consiglio il libro di Carmen Fantasia “Fisco amico per creativi”. Inoltre, c’è il sito http://www.fiscoamicopertutti.it che non è male per capirci qualcosa

ra piena come un uovo.

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