qualsiasi oggetto fatto a mano non sarà mai un comune, indeterminato, generico "UN"

Crea sito

Month: settembre 2015

Villaggio Leumann: quando la mostra-mercato somiglia al paradiso…

L’autunno è un periodo fantastico, qui a Torino, perché dopo Manualmente, apre le porte la mostra mercato del Villaggio Leumann a Collegno, dove chi ama i filati rischia di lasciarci lo stipendio, oltre che il cuore.

DSCN0488
Il mio acquisto di ieri. Seta tussah di Colori Naturali

Ora io ho deciso di andarci ieri pomeriggio, una cosa che sognavo di fare da tempo ma che non era alla mia portata finché abitavo a circa 800 km di distanza. Fidatevi: se siete nei paraggi a fine settembre, andateci, è un’esperienza bellissima. Non solo perché il Villaggio Leumann è qualcosa di spettacolare, suggestivo al massimo, affascinante (un villaggio sorto alla fine dell ‘800 intorno ad un cotonificio e rimasto oggi esattamente come era allora!), ma anche perché a questa mostra-mercato state certi di trovarci tanti dei designer e produttori di filati che magari seguite già sui gruppi e sulle pagine facebook.

Tra i primi stand, ho riconosciuto subito quello di Elbert Espeleta, tintore il cui negozio lo trovate su Etsy. I suoi filati sono bellissimi e pregiati, ma quello che mi ha galvanizzato di più è stato trovarci, Alessandro Estrella come visitatore (sì, magari sono anche amici e beato lui che avrà avuto uno sconto!). Alessandro è un designer, fa parte del gruppo Magliuomini ma a me è ben noto perché ha aperto un bel gruppo su facebook che si dedica solo ed esclusivamente agli scialli. La mia fissa, lo sapete. E’, manco a dirlo PASSIONE SCIALLI. Ho fatto davvero l’impudica e, con una faccia tosta che non ho di solito, mi sono presentata. E’ stato gentilissimo, mi sa proprio che è una brava persona. Tornata a casa mi sono chiesta se per caso gli avessi dato l’impressione di essere una stalker, e chissà, magari lo sono!

villaggio-leumann-collegno la foto l’ho presa da http://www.guidatorino.com/leumann-un-villaggio-da-fiaba-alle-porte-di-torino/%5B/caption%5D

Passata oltre, vedo una ragazza che filava la lana cardata con uno strumento a pedali, bellissimo! Le Lanivendole di Genova organizzano corsi per imparare l’arte della filatura e vi devo dire che m’è venuta una gran voglia di cimentarmi: realizzare da me il filato sfumato che cerco da tempo, sarebbe il massimo! Anche la loro lana faceva venire l’acquolina in bocca, ma ammetto di aver tenuto a freno la mano che già cercava il portafoglio perché avevo ancora il presentimento di qualcosa di meglio e… AVEVO RAGIONE! Tra gli espositore c’era anche lei, la signora Maria Ferri di Colori Naturali. La sua seta l’avevo adocchiata più di un anno fa e finalmente l’ho avuta sotto mano, ho potuto vederla dal vivo. Sì, era l’acquisto del giorno, e l’ho fatto. Seta tussah di una morbidezza insospettata, colori eleganti, ottenuti ovviamente da erbe tintorie: una meraviglia. Ogni gomitolo è 240 metri di filato, quindi rende moltissimo. Due etti per due scialli WOW!

Soddisfatta, ho fatto un altro tour giusto perché non potevo non ammirare i lavori di Orto Lana a cui si sono dedicate le signore di Cuore di maglia  dopodiché ho preso la via del ritorno con marito e figli che, pazienti e comprensivi, mi aspettavano fuori da un bel po’: mi toccherà ricompensarli con sciarpe e berretti…

“Creativi in rete” – una ricarica di ottimismo!

FB_IMG_1443199831137

Blogger, handmaker, editrici, fiscaliste, designer… Erano un gruppo di donne sorridenti, di età diverse, e a turno avrebbero raccontato delle loro esperienze. Storie di successi, ovviamente, vite che tutte noi lì, nella Sala Rossa del Lingotto, avremmo voluto emulare.

Io ero seduta in platea, in un sedile delle file laterali, come sempre, perchè ho il maledetto vizio di volerci essere senza farmi notare. In prima fila c’era Vendetta Uncinetta. Mentre la sala si riempiva di signore e signorine, le altre relatrici chiacchieravano tra lazzi e convenevoli, ma lei no, lavorava con un uncinetto grosso grosso ad un qualche suo progetto e se qualcuno andava a presentarsi non si curava di interrompere. Mi è piaciuta subito, perchè nonostante la dichiarata predisposizione alla comunicazione, m’è sembrata una che a cuore aveva solo ciò che aveva fra le mani. Lo confesso, non sapevo nemmeno che fosse lei, ma ho rimpianto di non avere in borsa il mio lavoro, m’è venuto da pensare che mi sarei sentita meno sola se avessi avuto il mio uncinetto da maneggiare. Ma che ci facevo lì? Temevo moltissimo le tre ore che mi si paravano davanti, una parte di me mi diceva che era da fessi starmene la mattinata seduta mentre appena fuori della sala c’era un tripudio di stand che volevo svaligiare.

Sono uscita per un caffè, sapevo che avrei potuto cedere alla tentazione di non rientrare e così ho lasciato giacca e borsa sulla poltroncina rossa: mi volevo costringere ad andare fino in fondo. Forse un presentimento? Proprio fuori della sala c’era lo stand di un ultranoto rivenditore incrociato su facebook. La lanona di Vendetta Uncinetta era lì, ma non era niente di speciale, l’ho trovata cara e mentre perdevo tempo a scegliere mi son detta che forse l’incontro era iniziato. Non sbagliavo. Ho ripreso posto in punta di piedi mentre Gabriella Trionfi di Hobbydonna dava la parola alla prima relatrice. E allora…

…E allora meno male che la borsa l’avevo lasciata dentro… Eh sì, perchè se cercavo qualcuno che mi tirasse su il morale e mi dicesse di crederci ancora, ai miei sogni, quello era il posto giusto. Io ascoltavo, trovavo tutto molto interessante, le loro dritte, i consigli, le informazioni, le esperienze. Prendevo appunti, ho riempito un quadernino! Ma mi sfuggiva una cosa: mi sentivo sempre più euforica, da dove mi veniva quella strana gioia che non provavo da tempo? Poi, pian piano, ho cominciato a capire.

Blogger, handmaker, editrici, fiscaliste, designer di successo, dicevamo. Sì, ma la verità è che ognuna di quelle donne era un po’ blogger, handmaker, editrice, fiscalista, designer. Non c’erano confini nettamente delineati. In un vestito solo, per quanto griffato e fichissimo, non ci potevano stare. E questa è la cosa che mi è piaciuta un sacco!

Riflettiamoci un attimo. Non è che per caso tu, proprio tu che ti sei sempre sentita qualcosa a metà strada, nè carne nè pesce, un’indefinita personalità sfumata, difficile da acchiappare, catalogare, CHIAMARE, non sei poi tanto male? E se questo pensiero ti passa per la testa, ti può anche succedere che quel bicchiere che hai visto sempre mezzo vuoto, cominci a vederlo come un bellissimo calice mezzo pieno. Scopri l’ottimismo.

A quel punto, preso atto della rivelazione, ho cominciato a guardare meglio e a scoprire cosa avevano in comune Vendetta Uncinetta, Francesca Marano, Marianna Martino (simpaticissima!), Carmen Fantasia, Enrica Crivello, Gioia Gottini. Ad un punto della loro vita, chi prima chi dopo, tutte si sono reinventate. Mamme, mogli, creative. Come me.

Alla fine che vi devo dire, le ore passate a star seduta ad ascoltare non sono state tre ma quattro. Quattro ore spese benissimo in compagnia di donne come me, appassionate di handmade come me, felici di essere utili ad altre donne e desiderose solo di infondere coraggio in chi ha tra le mani una professione e non sa ancora bene come farla partire. Tanti i consigli, tutti molti concreti! Due le parole d’ordine con cui hanno voluto salutarci: TRASFORMARE I SOGNI IN AZIONE e CONDIVIDERE CONDIVIDERE! Cosa che io faccio proprio adesso, con voi, parlandovi di questa bella esperienza che mi ha lasciato nel cuore tanta voglia di fare. Un bacio a tutti, vado a far cena!

p.s. Se volete vendere le vostre creazioni e non sapete come comportarvi fiscalmente, vi consiglio il libro di Carmen Fantasia “Fisco amico per creativi”. Inoltre, c’è il sito http://www.fiscoamicopertutti.it che non è male per capirci qualcosa

ra piena come un uovo.