qualsiasi oggetto fatto a mano non sarà mai un comune, indeterminato, generico "UN"

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Il bicchiere sopravvissuto? Merita una nuova vita!

DSCN0579A casa mia i bicchieri hanno vita breve. Ne rompo io, ne rompe mio marito e i bambini fanno la loro parte. Col risultato che sto sempre lì a comprar servizi nuovi e non so mai che fare coi due-tre bicchieri sopravvissuti. Buttarli mi dispiace, ma non amo neanche apparecchiare abitualmente con stoviglie tutte diverse. Dunque che fare? Li tengo nella credenza anche se nella cucinetta che ho lo spazio va ottimizzato? Nooooooooo….. ‘nse po’!!!

E allora ho deciso di dare ai vecchiDSCN0584 bicchieri scompagnati una nuova veste.
Nel vero senso della parola, però! Perchè li ho vestiti trasformandoli in simpatici vasetti decorativi, da usare come portapenne o – nel mio caso è d’obbligo – in portauncinetti.

Ecco il tutorial se volete cimentarvi  anche voi:

Partite con un bell’anello magico e lavorateci dentro 6 maglie basse (Fig.1). Chiudete con 1 maglia bassissima (m.b.ssima) nella prima m.b. del giro.

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Fig.1

Fate 1 catenella e riprendete a lavorare in tondo facendo 2 m.b in ogni m.b. del giro sottostante (in tutto 12 m.b.). Chiudete il giro con una m.b.ssima nella prima m.b. del giro (Fig.2).

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fig.2

Fate 1 catenella e proseguite con il terzo giro facendo sempre aumenti: questa volta 2 m.b. nella prima m.b., 1 m.b. nella seconda m.b. Continuate così alternando un aumento e 1 m.b. fino alla fine del giro (in tutto 18 m.b.). Chiudete il giro con la solita m.b.ssima.

Continuate con i giri di aumenti finchè non avrete creato un disco della circonferenza pari alla base del vostro bicchiere (Fig.3). Per aumentare, dovrete sempre aggiungere 6 m.b. ad ogni giro, per cui nel quarto dovrete lavorare * 2 m.b. in una stessa maglia, seguite da 2 m.b. sulle 2 m.b. del giro precedente * e ripetere da * a * fino alla fine del giro; nel quinto dovrete lavorare * 2 m.b. in una stessa maglia, seguite da 3 m.b. sulle 3 m.b. del giro precedente * e ripetere da * a * fino alla fine del giro e così via.

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Fig.3

Terminata la base, senza fare più aumenti lavorate un giro di m.b. in rilievo (Fig.4)

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Fig.4

Cominciate quindi ad alzarvi lavorando sempre in tondo e misurando spesso il “vestitino” al vostro bicchiere, per rendervi conto se comincia a stargli strettino e magari bisogna aumentare qualche maglia. Non aggiungetene mai troppe, massimo 4-5 per volta distribuendole equamente lungo il giro (Fig.5).

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Fig.5

Poco prima del bordo, se volete, potete lavorare con una maglia un po’ particolare e magari cambiando il colore del filato così da creare una cornice (Fig.6), l’importante comunque è che, arrivati al bordo, facciate di nuovo un giro di m.b. in rilievo: renderà il lavoretto più rifinito (Fig.7).

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Fig.6
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Fig.7

Ora dobbiamo lavorare qualche giro per creare una parte che andrà ripiegata nell’interno del bicchiere. E se prima abbiamo fatto aumenti, è probabile che ora si debbano fare delle diminuzioni. Anche in questo caso, provate il vestitino più volte per rendervi conto se è necessario stringere il lavoro. Per le diminuzioni, infilate l’uncinetto, dal basso, attraverso le asole frontali di due maglie consecutive, e lavorate una m.b.: ne risulterà una diminuzione invisibile (Fig.8)

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Fig.8)

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Preparato il bordo da ripiegare all’interno, non resta che fermare i fili e incollarlo al bicchiere (Fig.9)

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Fig.9

Il gioco è fatto!12

Il mio vasetto rivestito alla fine si presenta così. Buona creazione a voi!!!

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Scarf + Hoodie = Scoodie!!! Tutorial per voi.

Non lo sapevo, ma quando una sciarpa (scarf) e il cappuccio di una felpa (hoodie) si fondono… nasce uno SCOODIE!!!

12118772_886016614818374_5719697394724825642_nIn giro sul web se ne vedono di bellissimi, ma dal momento che non mi è riuscito di trovare un tutorial che mi soddisfacesse, ho pensato di fare qualche prova per conto mio e farmi guidare dall’istinto. I primi due tentativi sono stati un buco nell’acqua, soprattutto perchè odiavo, letteralmente ODIAVO, vedere le cuciture. Con il terzo, però, ho fatto centro. Ne è venuto fuori uno scoodie rifinitissimo, con un’unica cucitura praticamente invisibile.

Dal momento che alcune amiche su facebook mi hanno chiesto come farlo, ho deciso di cimentarmi anche con il mio primo tutorial fotografico. Eccolo qui, spero di farvi contente.

Per prima cosa, gli strumenti e il materiale. Scegliete un filato piuttosto spesso. Io ho usato 200 grammi scarsi di lana grigio chiaro DROPS Nepal e 50 grammi di lana grigio più scuro DROPS Alaska per il bordo, un ago da lana. Ho lavorato con uncinetto n. 5

Punti impiegati: mezza maglia alta in rilievo (m.m.a.), maglia bassa in rilievo (m.b.), maglia alta (m.a.), maglia alta in costa avanti (m.a.c.a.), maglia alta in costa dietro (m.a.c.d.), maglia bassissima (m.b.ssima)

Perchè l’inizio sia abbastanza elastico, evitiamo di partire con le classiche catenelle. Avviamo 24 m.a. e 5 m.m.a. Se ne avete bisogno, in questo video vi mostro come si fa. La qualità delle immagini non è ottima, ma per ora non mi è riuscito di far di meglio.

Otterrete più o meno questo:

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1° giro: avvia 24 m.a. e 5 m.m.a.

Ricominciate il giro lavorando 5 m.b e 24 m.m.a.

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2° giro: 5 m.b. 24 m.m.a.
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3° giro: 24 m.m.a. 5 m.b.

Proseguite così alternando il 2° e 3° giro fino al 20°. Consiglio di sostituire la prima m.m.a. con 2 cat., e di lavorare l’ultima maglia di ogni giro NON in rilievo

Arrivati al 21° giro, lavorate come in precedenza 24 m.m.a. e 5 m.b, ma poi aggiungete 62 m.a. con la stessa tecnica con cui abbiamo avviato il lavoro.

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21° giro: 24 m.m.a. 5 m.b. 62 m.a. 5 m.b. 24 m.m.a.

A questo punto proseguiamo, senza girare il lavoro, lavorando sulle 29 maglie iniziali (5 m.b. 24 m.m.a.) ottenendo una anello chiuso così:

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21° giro: terminiamo lavorando sulle maglie iniziali (5 m.b. 24 m.m.a.)

Proseguiamo per altri 15 giri lavorando le maglie come si presentano (24 m.m.a. 5 m.b. 62 m.m.a. 5 m.b. 24 m.m.a.)

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Giunti al 37° giro, lavoriamo 24 m.m.a. 5 m.b., poi cambiamo: 27 m.m.a 8 m.b. 27 m.m.a. e terminiamo ancora con 5 m.b. 24 m.m.a. Andiamo praticamente a creare un avvallamento in mezzo alle 62 maglie centrali. Proseguiamo così per altri 3 giri ottenendo questo:

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Avvallamento tra le 62 maglie centrali.

A questo punto, affranchiamo il filo perchè il nostro cappuccio è bello che pronto per essere cucito.

Pieghiamolo in due facendo coincidere perfettamente le due metà:

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Pieghiamo in due il lavoro: lo scoodie è quasi pronto

E facendo attenzione affinchè ogni maglia corrisponda a quella della metà speculare, cuciamo i due lembi con delle m. b.ssime. Perchè non venga una cucitura troppo spessa, meglio prendere solo le asole posteriori delle due maglie sovrapposte.

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Ormai il corpo del cappuccio è terminato, manca da fare il bordo intorno al viso. Io ho scelto una maglia che stringesse un po’ e che nello stesso tempo fosse non troppo morbida, quindi ho ripreso le maglie lungo il bordo lavorando prima un giro di m.a. e chiudendo con m.b.ssima nella prima maglia lavorata del giro, mi sono alzata con 2 cat. e ho ripreso il giro lavorando alternate 1 m.a.c.d e 1 m.a.c.a. Ho ripetuto altri 3 giri.

Ho ottenuto questo:

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Infine ho ripiegato il bordo verso l’esterno e l’ho cucito con ago da lana alle maglie dello scoodie

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Il lavoro è finito! Il mio alla fine si presenta così.

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Spero di esservi stata utile. A presto!!

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Villaggio Leumann: quando la mostra-mercato somiglia al paradiso…

L’autunno è un periodo fantastico, qui a Torino, perché dopo Manualmente, apre le porte la mostra mercato del Villaggio Leumann a Collegno, dove chi ama i filati rischia di lasciarci lo stipendio, oltre che il cuore.

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Il mio acquisto di ieri. Seta tussah di Colori Naturali

Ora io ho deciso di andarci ieri pomeriggio, una cosa che sognavo di fare da tempo ma che non era alla mia portata finché abitavo a circa 800 km di distanza. Fidatevi: se siete nei paraggi a fine settembre, andateci, è un’esperienza bellissima. Non solo perché il Villaggio Leumann è qualcosa di spettacolare, suggestivo al massimo, affascinante (un villaggio sorto alla fine dell ‘800 intorno ad un cotonificio e rimasto oggi esattamente come era allora!), ma anche perché a questa mostra-mercato state certi di trovarci tanti dei designer e produttori di filati che magari seguite già sui gruppi e sulle pagine facebook.

Tra i primi stand, ho riconosciuto subito quello di Elbert Espeleta, tintore il cui negozio lo trovate su Etsy. I suoi filati sono bellissimi e pregiati, ma quello che mi ha galvanizzato di più è stato trovarci, Alessandro Estrella come visitatore (sì, magari sono anche amici e beato lui che avrà avuto uno sconto!). Alessandro è un designer, fa parte del gruppo Magliuomini ma a me è ben noto perché ha aperto un bel gruppo su facebook che si dedica solo ed esclusivamente agli scialli. La mia fissa, lo sapete. E’, manco a dirlo PASSIONE SCIALLI. Ho fatto davvero l’impudica e, con una faccia tosta che non ho di solito, mi sono presentata. E’ stato gentilissimo, mi sa proprio che è una brava persona. Tornata a casa mi sono chiesta se per caso gli avessi dato l’impressione di essere una stalker, e chissà, magari lo sono!

villaggio-leumann-collegno la foto l’ho presa da http://www.guidatorino.com/leumann-un-villaggio-da-fiaba-alle-porte-di-torino/%5B/caption%5D

Passata oltre, vedo una ragazza che filava la lana cardata con uno strumento a pedali, bellissimo! Le Lanivendole di Genova organizzano corsi per imparare l’arte della filatura e vi devo dire che m’è venuta una gran voglia di cimentarmi: realizzare da me il filato sfumato che cerco da tempo, sarebbe il massimo! Anche la loro lana faceva venire l’acquolina in bocca, ma ammetto di aver tenuto a freno la mano che già cercava il portafoglio perché avevo ancora il presentimento di qualcosa di meglio e… AVEVO RAGIONE! Tra gli espositore c’era anche lei, la signora Maria Ferri di Colori Naturali. La sua seta l’avevo adocchiata più di un anno fa e finalmente l’ho avuta sotto mano, ho potuto vederla dal vivo. Sì, era l’acquisto del giorno, e l’ho fatto. Seta tussah di una morbidezza insospettata, colori eleganti, ottenuti ovviamente da erbe tintorie: una meraviglia. Ogni gomitolo è 240 metri di filato, quindi rende moltissimo. Due etti per due scialli WOW!

Soddisfatta, ho fatto un altro tour giusto perché non potevo non ammirare i lavori di Orto Lana a cui si sono dedicate le signore di Cuore di maglia  dopodiché ho preso la via del ritorno con marito e figli che, pazienti e comprensivi, mi aspettavano fuori da un bel po’: mi toccherà ricompensarli con sciarpe e berretti…

“Creativi in rete” – una ricarica di ottimismo!

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Blogger, handmaker, editrici, fiscaliste, designer… Erano un gruppo di donne sorridenti, di età diverse, e a turno avrebbero raccontato delle loro esperienze. Storie di successi, ovviamente, vite che tutte noi lì, nella Sala Rossa del Lingotto, avremmo voluto emulare.

Io ero seduta in platea, in un sedile delle file laterali, come sempre, perchè ho il maledetto vizio di volerci essere senza farmi notare. In prima fila c’era Vendetta Uncinetta. Mentre la sala si riempiva di signore e signorine, le altre relatrici chiacchieravano tra lazzi e convenevoli, ma lei no, lavorava con un uncinetto grosso grosso ad un qualche suo progetto e se qualcuno andava a presentarsi non si curava di interrompere. Mi è piaciuta subito, perchè nonostante la dichiarata predisposizione alla comunicazione, m’è sembrata una che a cuore aveva solo ciò che aveva fra le mani. Lo confesso, non sapevo nemmeno che fosse lei, ma ho rimpianto di non avere in borsa il mio lavoro, m’è venuto da pensare che mi sarei sentita meno sola se avessi avuto il mio uncinetto da maneggiare. Ma che ci facevo lì? Temevo moltissimo le tre ore che mi si paravano davanti, una parte di me mi diceva che era da fessi starmene la mattinata seduta mentre appena fuori della sala c’era un tripudio di stand che volevo svaligiare.

Sono uscita per un caffè, sapevo che avrei potuto cedere alla tentazione di non rientrare e così ho lasciato giacca e borsa sulla poltroncina rossa: mi volevo costringere ad andare fino in fondo. Forse un presentimento? Proprio fuori della sala c’era lo stand di un ultranoto rivenditore incrociato su facebook. La lanona di Vendetta Uncinetta era lì, ma non era niente di speciale, l’ho trovata cara e mentre perdevo tempo a scegliere mi son detta che forse l’incontro era iniziato. Non sbagliavo. Ho ripreso posto in punta di piedi mentre Gabriella Trionfi di Hobbydonna dava la parola alla prima relatrice. E allora…

…E allora meno male che la borsa l’avevo lasciata dentro… Eh sì, perchè se cercavo qualcuno che mi tirasse su il morale e mi dicesse di crederci ancora, ai miei sogni, quello era il posto giusto. Io ascoltavo, trovavo tutto molto interessante, le loro dritte, i consigli, le informazioni, le esperienze. Prendevo appunti, ho riempito un quadernino! Ma mi sfuggiva una cosa: mi sentivo sempre più euforica, da dove mi veniva quella strana gioia che non provavo da tempo? Poi, pian piano, ho cominciato a capire.

Blogger, handmaker, editrici, fiscaliste, designer di successo, dicevamo. Sì, ma la verità è che ognuna di quelle donne era un po’ blogger, handmaker, editrice, fiscalista, designer. Non c’erano confini nettamente delineati. In un vestito solo, per quanto griffato e fichissimo, non ci potevano stare. E questa è la cosa che mi è piaciuta un sacco!

Riflettiamoci un attimo. Non è che per caso tu, proprio tu che ti sei sempre sentita qualcosa a metà strada, nè carne nè pesce, un’indefinita personalità sfumata, difficile da acchiappare, catalogare, CHIAMARE, non sei poi tanto male? E se questo pensiero ti passa per la testa, ti può anche succedere che quel bicchiere che hai visto sempre mezzo vuoto, cominci a vederlo come un bellissimo calice mezzo pieno. Scopri l’ottimismo.

A quel punto, preso atto della rivelazione, ho cominciato a guardare meglio e a scoprire cosa avevano in comune Vendetta Uncinetta, Francesca Marano, Marianna Martino (simpaticissima!), Carmen Fantasia, Enrica Crivello, Gioia Gottini. Ad un punto della loro vita, chi prima chi dopo, tutte si sono reinventate. Mamme, mogli, creative. Come me.

Alla fine che vi devo dire, le ore passate a star seduta ad ascoltare non sono state tre ma quattro. Quattro ore spese benissimo in compagnia di donne come me, appassionate di handmade come me, felici di essere utili ad altre donne e desiderose solo di infondere coraggio in chi ha tra le mani una professione e non sa ancora bene come farla partire. Tanti i consigli, tutti molti concreti! Due le parole d’ordine con cui hanno voluto salutarci: TRASFORMARE I SOGNI IN AZIONE e CONDIVIDERE CONDIVIDERE! Cosa che io faccio proprio adesso, con voi, parlandovi di questa bella esperienza che mi ha lasciato nel cuore tanta voglia di fare. Un bacio a tutti, vado a far cena!

p.s. Se volete vendere le vostre creazioni e non sapete come comportarvi fiscalmente, vi consiglio il libro di Carmen Fantasia “Fisco amico per creativi”. Inoltre, c’è il sito http://www.fiscoamicopertutti.it che non è male per capirci qualcosa

ra piena come un uovo.

Come morbida pietra

blu_corallo E’ appurato. Mi piace la scintilla, il corto circuito che si crea quando si accostano elementi contrastanti, addirittura opposti.

Non so se vale anche per voi, ma io davanti ad una statua, anche davanti alla Pietà di Michelangelo, resto sospesa a contemplare la bellezza che ho davanti agli  occhi, e la sensazione di allerta che provo nella mia testa. A volte la mia contemplazione viene fraintesa: “rapita dall’arte!…” mentre fra me e me penso invece a tutt’altro: “sono a tu per tu con un pixel impazzito sullo schermo della realtà conosciuta!”

Ora non è che io voglia minimizzare la grandezza della Pietà di Michelangelo, riconosco tutta la mia ignoranza e mi cospargo il capo di cenere per questo. Però è quel pixel che attrae veramente la mia attenzione. Dietro quel punto luminoso o buio, intravedo l’innaturale (o il soprannaturale, chissà).

Le morbide forme, le perfette fattezze dei volti, l’evocata morbidezza delle vesti… in fredda e durissima pietra!!! Mi toglie il fiato!!!

E’ morbida. E’ pietra.

E mi si chiude lo stomaco.

Ok, va bene, come al solito straparlo. Tanto più che alla fin fine sto raccontando di una sensazione non tanto gradevole e che mi porta sempre a distogliere lo sguardo, distraendomi per recuperare il ritmo giusto del respiro con cui riprendere a vivere. In questa realtà, con tutti i pixel funzionanti. Dietro non voglio vedere… blu_corallo3

Ma tutta ‘sta manfrina era necessaria per darvi l’idea di cosa ci sia dietro alla realizzazione di questo mio scialle. (Lo so, non ve ne poteva fregar di meno, ma siccome questo è il mio blog, mi prendo tutte le libertà che voglio AHAHAHAHAH!!!)

Qui ci vedo lo stesso pixel impazzito. Ma ovviamente dietro non c’è l’incognita devastante di una realtà parallela in cui il duro è morbido, il freddo è caldo. C’è il bagliore di una morte che non esiste, non è mai esistita se non nei pensieri più pessimisti e gli sguardi più ciechi che abbiamo mai posato sulle cose: l’antica forma di uno scialle, i moderni colori del presente. Il vecchio rivive col nuovo. Guardatelo, e poi provate ancora a dire che lo scialle è roba da nonne!!!

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Per carità, io amo ogni singolo scialle a cui chiudo l’ultimo punto, però sono questi colorati e un po’ infantili, romantici e molto sportivi che mi rappresentano appieno, quelli con cui mi sento di non indossare mai una maschera. Io sono così: donna matura eterna bambina, elegantemente trasandata, démodé attualissima… E se avete avuto il coraggio di leggermi fin qui, allora vi regalo pure lo schemino per realizzare questo scialle.  Fatelo come volete, ma non abbiate mai paura di chiudere gli occhi, e immaginare quello che potrebbe essere.

 

p.s. Per i petali della spilla e per la frangia, basta fare catenelle e poi maglia bassissima. Se volete spiegazioni più dettagliate, scrivetemi. Per il filato, ho usato Il Safran della Drops.

Il sole sulla pelle? Allora copriti!

gialloE’ un vero ossimoro. Una roba tipo “fredda calura”, o “luminosa oscurità”, “allegra tristezza”. Mi blocco subito e vi risparmio esempi ben più illustri, non tanto perchè star lì a scomodare Petrarca, Leopardi o Ungaretti per parlarvi del mio uncinetto mi sembra quanto meno inopportuno, ma più che altro perchè sospetto fortemente che loro non sapessero fare nemmeno una catenella… e quindi li lascio fuori da questo mio discorso un po’ sconclusionato ma, sì!!!, appassionato.

oggi vi presento uno scialle fatto con il sole. Con tutte le tonalità della sua luce: raggi potenti che si staccano dall’astro e corrono urlanti a bruciare e pungere; raggi dolci di primavera che scendono freschi e leggeri ad accarezzare chi ha freddo e li aspetta con ansia; raggi chiarissimi, a cui le nuvole ladre hanno rubato già tutto lasciando a noi giusto il rimpianto di quel che avremmo potuto avere.

giallo2Quello che ne è venuto fuori è un coprispalle che, avvolgendo il corpo, lo scopre al sole. Un abbraccio che ripara illuminando.

Mi direte che mi esalto troppo per quattro intrecci di filo, e potreste anche aver ragione se non fosse che la bellezza è negli occhi di chi guarda, così come l’amore nelle mani di chi crea. E siccome questo l’ho creato io, passatemi l’eccesso d’amore che trabocca dalle mie parole…

Come sempre, l’invito che vi rivolgo è a darvi da fare, questo lo schemino

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E nell’occasione vi segnalo anche la spacciatrice di filato color del sole che, se volete, potete contattare sulla sua pagina facebook. I suoi filati hanno il gran pregio di costare relativamente poco, sono di ottima qualità, ma abbiate la pazienza di chiedere bene le caratteristiche delle rocche (composizione doppiezza indicazioni di lavorazione). Ricordo, infine, che le mie mani sono a vostra disposizione per mettersi subito all’opera: scegliete fra i tanti scialli di IL e ditemi quale volete che vi faccia !!!

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Non solo a triangolo

11403206_10205881457548998_6502125410536321695_nAmo gli scialli, li amo oltre misura. Il guaio è che non sempre sono facili da indossare. Sarà che ci vado anche a fare la spesa, ma spesso mi capita di incrociare uno sguardo un po’ perplesso…

Sì, secondo me sono tutti sguardi di ammirazione (preferisco pensarla così ahahahah!!!) però è un fatto che nelle vetrine dei negozi non se ne vedono poi tante di sciarpone triangolari. Intendiamoci, io allegramente me ne infischio della moda, e dunque non abbandonerò mai i miei scialli. Questa volta, però, mi son detta che ogni tanto dare una botta al cerchio e una alla botte non fa male, così ho creato una stola. Rettangolare, ovviamente.

Mi è piaciuto lavorarci, soprattutto perchè la lavorazione è veramente particolare. Voglio sbilanciarmi: questo punto è una metafora della vita!

Ok, una risata ci sta tutta!!! Sappiate, però, che come non basta mettere il giallo e il blu vicini vicini per avere il verde, anche questo incrocio non lo otterrete con una semplice sequenza delle maglie di base. Maglia alta, catenelle e maglia altissima devono fondersi, perdersi, rinunciare a se stesse per creare un incrocio i cui ingredienti non si distinguono più.Questo è lo schemino su cui io l’ho imparato 20120811220050_wGeiQ.thumb.600_0Il bordino invece è questo, ma con una piccola modifica: ho fatto quattro petali e ridotto le catenelle a causa della… carenza di filato.

b3d10620def93150bab8d0ae4e0b09cdDSCN0280

Come sempre, buon lavoro a chi vuole cimentarsi. Per chi invece non ha voglia, tempo pazienza, c’è sempre la mia casella di posta: ordinate e io realizzo!!!

Baci.

 

 

Una cascata di pon-pon

DSCN0272Ecco, non potevo che farlo e indossarlo, questo baktus tutto rosso…

Non so perchè, ma questo colore mi dà gioia, mi infonde ottimismo. Il contrasto con il beige, poi, lo esalta e tiene a bada contemporaneamente.

Ma non contenta, questo modello l’ho realizzato anche così, beige con i pon pon color vino rosso.

Tutti e due, ovviamente vista la stagione, sono in freschissimo cotone e se volete sapere come realizzarli cliccate qui. Altrimenti… chiedete a me che ve ne faccio uno preciso preciso a come lo desiderate. Baci!!!DSCN0276

Catenellando.

DSCN0243Oggi vi presento uno scialle leggero leggero adattissimo per l’estate. La lavorazione è semplice ma, secondo me, fino ad un certo punto. La difficoltà sta tutta nel capire dove puntare l’uncinetto per creare un incrocio perfetto fra le catenelle.

Qui non avete bisogno di saper fare altro che maglia bassissima e catenelle. Potete giocare sulla larghezza del punto aumentando o diminuendo il numero di catenelle, ma l’effetto sarà sempre molto carino.

DSCN0264 La frangia l’ho aggiunta io, non è difficile capire come l’ho fatta. Se volete provare, metto qui il tutorial che ho seguito. E’ in russo, ma le immagini sono abbastanza chiare.

La spilla ferma scialle, immancabile ormai in ogni mia creazione, l’ho inventata, perciò non ho schema o tutorial. Prima  che mi metta a far disegnini, aspetto che qualcuno me lo chieda eheheheh!!!

Un saluto e alla prossima!!!

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Tutorial per imparare il punto

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